La storia del Castello si può così riassumere: costruito verso la fine del 1300 per ordine di Gian Galeazzo Visconti, fu rafforzato verso la fine del 1400 dagli Sforza che, nel frattempo, avevano conquistato il potere. Gli Sforza aggiunsero altre parti al corpo principale, che tale rimase fino al XVI secolo, epoca in cui il Castello, ad opera della famiglia Gattinara, fu trasformato in una comoda residenza, che non ha subito sostanziali modifiche sino ai giorni nostri.
Di tipico impianto quadrilatero, con fossato, cortile interno e quattro torri angolari. Il castello è la maggior attrazione del borgo e attualmente ospita il “Centro Studi e Documentazione della Lomellina“, la “Fondazione Sartirana Arte“, con i Musei delle collezioni di argenti, gioielli, oggetti di cultura contadina, grafica d’arte. Sia il Centro studi che la Fondazione organizzano numerose manifestazioni espositive e culturali a livello internazionale.
Nel 1462-1463 sotto gli Sforza, il Castello subisce delle trasformazioni di carattere militare di ampliamento e di consolidamento della Torre rotonda, delle quali si occupa il famosissimo architetto Bartolomeo Fioravanti, lo stesso che Ivan II, Zar di Russia, chiamò alla sua corte per la realizzazione delle difese del Cremlino.
Sartirana e il suo castello passarono quindi agli Spagnoli con Mercurino Arborio (cardinale) sino morte avvenuta nel 1530.
Il castello è appartenuto alla dinastia degli Arborio sino al 1934, e quindi al Duca D’Aosta Amedeo di Savoia.
Dopo alcuni decenni dalla seconda guerra mondiale passò a proprietà privata.
Ubicazione:
P.zza Ludovico da Breme, 4
27020 Sartirana Lomellina (PV)
La Chiesa Parrocchiale di Sartirana è dedicata a Santa Maria Assunta.
Fu costruita tra il 1450 ed il 1456 e le prime guide spirituali della nostra chiesa furono religiosi appartenenti all'ordine dei Benedettini Cistercensi. Per questo motivo, la sua struttura è semplice ed essenziale in accordo con i canoni di tale ordine. Fu solo nei primi anni del 1800 che la chiesa subì rilevanti modifiche sia in termini di volumi che nella facciata.
Troviamo anche una Madonna lignea detta del "socco". Essa appartiene al principio del 1400, come dice l'iscrizione sullo zoccolo, ed è attribuita a Padre Girolamo da Vimercate, Rettore della parrocchia durante quel periodo. La tradizione vuole che il nome derivi dal vernacolo "sok", ovvero pezzo di legno dal quale è poi stata scolpita la statua. Recentemente, la statua è stata oggetto di un sapiente restaturo che l'ha riportata all'antico splendore.
All'interno della chiesa si possono ammirare pregevoli affreschi del Gonin in perfetto stato di conservazione ed inoltre un Crocefisso ligneo molto ben conservato, il quale trasmette una forte carica di semplicità e plasticità, riproducendo la morte di Cristo con estremo realismo.
Nell'anno 1890 il Comune di Sartirana decise di costruire un nuovo Camposanto, in sostituzione del vecchio ormai inadeguato.
Si diede incarico di redigere il progetto all'Architetto Carlo Nigra, il quale ne curò anche la costruzione ultimata nell'anno 1896.
Nel 1937, per iniziativa dell'allora Podestà Ing. Brusa, il Camposanto fu ampliato e modificato su disegni dello stesso Arch. Nigra, che lo dotò di un nuovo ingresso in stile neo-rinascimentale, abbellito da affreschi del noto pittore Omegna, affreschi tuttora in buono stato di conservazione.
All'interno del cimitero, si possono ammirare numerose Cappelle patrizie, entro le quali fanno degna corona numerosi bronzi di artisti di fama come il Bialetti, il Bistolfi, Régine.
L'Istituto, casa di riposo per gli anziani di Sartirana, fu costruito nel 1889 dall'Ingegner Vincenzo Nigra in memoria della figlioletta Adelina, scomparsa prematuramente.
All'interno dell'Istituto, si può ammirare una statua dedicata alla giovane Adelina, scolpita da Vincenzo Vela, ottimamente conservata e di ottima fattura.
Nella Cappella dell'Istituto si trova anche una splendida Pala lignea del 1500, attribuita al Moncalvo, che raffigura una Madonna con Bimbo in trono e Santi, proveniente da un legato della Famiglia Nigra.
Nei pressi dell'Istituto vi è il monumento ai Caduti delle due Guerre Mondiali, corredato di splendidi altorilievi creati nel 1926 dallo scultore casalese Leonardo Bistolfi.
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