I VOLTI DELLA BEATITUDINE

Uno di noi, uno che ha amato la nostra terra di Sartirana, sarà chiamato "Beato" dalla Chiesa Universale: Don Francesco Pianzola, il "Don Niente" è stato beatificato il 4 di ottobre 2008 ed il nostro umile prete di campagna sarà inserito tra i santi che hanno vissuto in modo integerrimo le virtù e i valori della fede. Non a caso il prevosto Teologo Carlo Moretta di lui aveva detto. " Tu sarai prete, un grande prete!". Così, dopo cinquecento anni, un altro sartiranese fa eco a Giovanni Andrea Mariani della Compagnia dei Gesuati, "altro invidiabile figlio di Sartirana" - scrive Padre Pianzola - " che degnamente corona la serie gloriosa dei grandi Gesuati e che ha tracciato nel firmamento sereno del cristianesimo un'orbita luminosa, su cui modellare i nostri passi nelle tortuose vie dell'avvenire ed ha donato una pagina immortale di gloria, che, col sigillo dei secoli, vivrà in un profumo di eterna primavera" (F. Pianzola, Beato Andrea Mariani, 49)

 

 

" I VOLTI DELLA BEATITUDINE"
Sartirana e Padre Francesco Pianzola

Sartirana, dunque, terra feconda di santità e beatitudine.

Per lasciare, nei secoli, un'impronta forte e duratura dell'evento, l'Amministrazione comunale di Sartirana dedica un libro ai volti Sartiranesi, quelli più espressivi. Obbligati ad una scelta, abbiamo ritenuto di fotografare coloro i quali quotidianamente interagiscono nell'ambito della nostra comunità, ciascuno con un suo specifico ruolo: e quindi le figure istituzionali, i gruppi di lavoro, di socializzazione, le arti ed i mestieri, sperando, in ogni caso, di non aver dimenticato nessuno. Di qui il titolo, sintesi riassuntiva del grande lavoro svolto per raggiungere l'ambizioso progetto di formare, attraverso l'obbiettivo, un poderoso affresco di umanità.

Abbiamo tentato di scoprire e di raccontare la bellezza di quel quotidiano in cui Padre Pianzola ha individuato la scintilla della santità che ha portato con sé nel momento in cui ha deciso di dedicare tutto sé stesso alla sua quotidiana missione di evangelizzazione.

Per questo abbiamo dedicato il libro a quelle persone che quotidianamente operano nella nostra comunità e le abbiamo riprese nei loro luoghi più abituali, in una apparente semplicità da cui, tuttavia, sprigiona una forza potente: quella della continuità.

Quella stessa forza che ha animato Francesco Pianzola, quando partì dalla sua Sartirana per compiere un cammino prodigioso, portando con sé solo un motto: "Tutto per Gesù". Allo stesso tempo, potremmo anche dire: " tutto per il mio prossimo" In effetti la sua paziente opera di apostolato fu improntata al servizio ed alla carità verso i più poveri, fra le smarrite mondariso che ogni anno calavano in Lomellina per un pugno di denari e che per un pugno di riso svolgevano il compito più gravoso: togliere dalle risaie le erbe infestanti, esse pure afflitte in mezzo all'acqua stagnante da zanzare e sanguisughe. E poi, con le giovani volontarie, in seguito le Suore dell'Immacolata Regina della Pace, alla sera, a portare un poco di calore umano, di solidarietà, di fratellanza vera, in un contesto fatto di isolamento e di ottusità.

La missione di Francesco ha varcato le solide e protettive mura della Chiesa tradizionale e, spesso remando controcorrente, ha coinvolto via via altri giovani entusiasti in un vortice di speranza che non si è tuttora fermato. Gli stessi giovani che oggi hanno ripreso il suo messaggio e lo stanno diffondendo fra i poveri del terzo millennio. Così, oggi come allora,

"... il Pianzola esce dalle chiese e va nelle campagne, erigendo con il proprio corpo, insieme agli Oblati, le mura viventi di quella cattedrale che è la catechesi delle cascine. Non sono preti che predicano ma preti che praticano, condividendo le stesse condizioni di povertà della gente delle risaie..."

La ferma volontà di mantenere viva la fiamma del suo esempio in un mondo disincantato ed, apparentemente, privo di punti di riferimento, fa della figura del Padre un punto fermo e necessario per ancorare le nostre speranze e le nostre aspettative di un futuro migliore.

Siamo amministratori pubblici e, mai come ora, ci sentiamo deboli e smarriti di fronte alle mille difficoltà che scuotono questa società multiforme e multirazziale, ma crediamo che qualcuno debba, in ogni caso, farsi carico di ricercare e diffondere i valori di riferimento per la nuova società che nascerà per ridare ai giovani, ma anche per chi giovane non lo è più, il coraggio di ritornare ai valori primari della persona e del bene comune, in quanto urge forte dentro di noi il bisogno di futuro e di certezze.

Per questo abbiamo sposato la causa di Francesco Pianzola: il suo messaggio ci è subito apparso moderno, inossidabile, pertinente e capace di fare breccia nel cuore indurito di chi si lascia solo tentare dalle sirene mediatiche, scordando la semplicità di un sentimento senza età: l'amore verso il prossimo, senza contropartite.

E' un fuoco che scalda e che aiuta a sperare e la figura di Padre Pianzola si coniuga in maniera indissolubile con il tessuto sociale lomellino, con la sua terra, le sue nebbie, le sue acque, la sua apparente piattezza ed immobilità. E' parte integrante della nostra storia minima e della potente carica di umanità insita nel ruvido cuore dei lomellini.

Noi amministratori abbiamo da subito amato la paziente opera che le suore "pianzoline", all'apparenza fragili, in realtà dotate di una forza straordinaria, pongono in essere ogni giorno curando i nostri bimbi, salvando le "nuove mondine" dalla strada e dallo sfruttamento di uomini senza scrupoli, aiutando le ragazze madri, esercitando la loro missione nei luoghi più sperduti del mondo, in mezzo ai diseredati della terra, sempre con semplicità e grande forza d'animo.

La quotidianità che si alimenta del messaggio di Francesco è stata ricercata e, ne siamo convinti, riportata alla luce, attraverso questa opera che dedichiamo alla nostra comunità con profondo spirito di servizio.

La tecnica che è stata privilegiata è principalmente la quadricromia in bianco e nero per sottolineare la forza dei lineamenti scevra da ogni compiacimento cromatico, ed abbiamo tratto spunto, fra l'altro, dalle produzioni di Paul Strand, Cesare Zavattini, Gianni Berengo Gardin, Elisa Moretti, Michele Carraro, Piero di Leo, solo per citarne alcuni.

Fanno da contrappunto ai ritratti alcune fotografie dei luoghi più significativi del percorso di Francesco Pianzola: la casa natale, la chiesetta del Buon Consiglio, la Chiesa della Trinità, il fonte battesimale nella Chiesa Parrocchiale di Sartirana, Casa Madre a Mortara, oltre ad alcune fra le più significative immagini del nostro territorio. Immagini senza tempo, senza una puntuale collocazione toponomastica: solo l'essenza dell'acqua, del cielo e della terra. Immagini che rimandano ad una pace esteriore che predispone ad una più profonda pace interiore.

Il vero messaggio che, tuttavia, intendiamo comunicare è fatto di riflessione e di annunci di impegno, di attenzione a situazioni ed eventi: il vissuto di Francesco può ridare luce, speranza nuova alla nostra Terra di Lomellina, alla sua gente e, soprattutto, ai suoi giovani.

Corroborati dal suo esempio e dalla semplice convinzione che l'uomo nasce libero e come tale ha diritto di beneficiare di tutti gli strumenti che gli consentano di raggiungere la serenità e l'equilibrio, sia con gli uomini, sia con Dio.

Ancora una consegna ci offre il nostro Beato: "Ci sia caro passare in rassegna il modesto patrimonio religioso che nella visione di tanti eroi della fede ci farà meglio amare il nostro cielo lomellino, così bello quando è bello, così splendido, così in pace"
(F. Pianzola, Santi, beati e venerabili, 4).

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